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sabato 24 novembre 2012

Ispirazione



                  Johnny Weir

  Mi guardi il dio che a te schiavo mi fece, fino a quel 

dì, che intero t’alzerà, qui vivrai, e negli occhi 

degli amanti. Gli occhi, che al muto hanno insegnato il 

canto. Ma sii orgoglioso di quel che io scrivo: 

l’ispirazione è tua, da te è nata … ma tutta l’arte mia 

sei tu, che alta fai, e dotta, la mia rozza ignoranza. 

Che in inchiostri il mio amore arda e rimanga. 

William Shakespeare









giovedì 2 febbraio 2012

Johnny Weir







Lui conobbe lei e se stesso,
 perché in verità non s'era mai saputo.
 E lei conobbe lui e se stessa,
 perché pur essendosi saputa sempre,
 mai s'era potuta riconoscere così.

Italo Calvino






mercoledì 28 settembre 2011

Mio dolce bello



Il dio della bellezza

Vedo molte forme... graziose, elegante,
raffinate, la vita muovente
L’armonia che parla, ride, nuota nelle strade...
aspiro tutte queste emozioni
che liberano la mia fantasia
Colori d’estate, vivaci, senza inizio,
sogni che l’anima dipinge,
i fiori che mi dai...
Puri come fontane sono i suoni
che’l vento me porta,
sulla musica della voce tua
le mie orecchie ballano
Un sentimento di mille nomi,
ogni volta che guardo la città,
l’abbraccio dei sensi...
dolce, misterioso, stimolante...
com’un amore appassionato
ed il mio cuore canta ...
Bellezza, la gioia indescrittibile,
la poesia senza parole...
tu, irrestibile bellissima bellezza!



Sybille (Sydney) Krivenko 2007


The beauty of Johnny Weir



lunedì 27 settembre 2010

Dostoevskij




DOSTOEVSKIJ

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
Ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna.
Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine
Ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più
Come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile
Come la pioggia anche l'amore è destinato poi a finire.
Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce
Basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce
E il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugio
Ci siamo persi in un bicchiere e ritrovati in un naufragio.
Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
Ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna.

(testo di M. Bubola, musica di M. Bubola e P. Fabrizi)

venerdì 17 settembre 2010

Sono peccato






Sono peccato

Vivo nel peccato del mio essere.
Chiudo gli occhi e sto con me
nessuno sa,immagina
quel che mi dico
quel che penso
chi, cosa vedo.....
quando chiudo gli occhi e sto con me.
Quando sto con me
parto
ritorno
mi perdo
e nessuno sa
che andare è tornare....
che la maschera è debolezza
che la maschera è forza.
Molti credono di sapere,
conoscermi,
ed io,glielo lascio credere.
Mi hanno cresciuto in una gabbia
facendomi illudere della libertà
facendomi credere....
affinchè io fossi docile
affinchè io obbedissi...marionetta senza fili.
Ma io sono libera
dentro me,sono libera
non si può imprigionare il pensiero,
le idee,
l'anima,
il cuore.
Credono di possedermi
ed io...glielo lascio credere...
Vivo nel peccato del mio essere.....??

Patrizia Ensoli


domenica 15 agosto 2010

AMICI







Amici...

Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l'amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L'amicizia è un sentimento più nobile dell'amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l'amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza...
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita.  Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa "crônica" non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici.  Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E' per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro.  Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere...
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa, si riconosce.

Vinìcius De Moraes