Visualizzazione post con etichetta Camille Claudel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Camille Claudel. Mostra tutti i post

lunedì 8 ottobre 2012

MI PIACI QUANDO TACI-Neruda


(Scultura:Donna,Camille Claudel)

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

Pablo Neruda

sabato 6 ottobre 2012

LA MASCHERA-Eugenio Montale



La maschera (Camille Claudel) 

La maschera 


Chissà se un giorno butteremo le maschere

che portiamo sul volto senza saperlo.

Per questo è tanto difficile identificare

gli uomini che incontriamo.

Forse fra i tanti, fra i milioni c’è

quello in cui viso e maschera coincidono

e lui solo potrebbe dirci la parola

che attendiamo da sempre. Ma è probabile

che egli stesso non sappia il suo privilegio.

Chi l’ha saputo, se uno ne fu mai,

pagò il suo dono con balbuzie o peggio.

Non valeva la pena di trovarlo. Il suo nome

fu sempre impronunciabile per cause

non solo di fonetica. La scienza

ha ben altro da fare o da non fare.


Eugenio Montale.


martedì 2 ottobre 2012

ALBA


Sacountala di Camille Claudel, in marmo ribattezzata 
Vertumne et Pomone (1886)

 Alba

Il mio cuore oppresso
con l'alba avverte
il dolore del suo amore e il sogno delle lontananze.
La luce dell'aurora porta
rimpianti a non finire
e tristezza senza occhi
del midollo dell'anima.
Il sepolcro della notte
distende il nero velo
per nascondere col giorno
l'immensa sommità stellata.
Che farò in questi campi
cogliendo nidi e rami,
circondato dall'aurora
e con un'anima carica di notte!
Che farò se con le chiare luci
i tuoi occhi sono morti
e la mia carne non sentirà
il calore dei tuoi sguardi!

Perchè per sempre ti ho perduta
in quella chiara sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta

Federico Garcia Lorca