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lunedì 23 luglio 2012

Pablo Neruda-Non t'amo come se fossi rosa di sale

Rodolfo Valentino-(his wife)Natacha Rambova
Rodolfo Valentino- Natacha Rambova
Non t'amo come se fossi rosa di sale


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio 
o freccia di garofani che propagano il fuoco: 
t'amo come si amano certe cose oscure, 
segretamente entro l'ombra e l'anima. 

Ti amo come la pianta che non fiorisce e reca 
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori; 
grazie al tuo amore, vive oscuro nel mio corpo 
il concentrato aroma che ascese dalla terra. 

T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove, 
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio: 
così ti amo perchè non so amare altrimenti 

che così in questo modo in cui non sono e non sei, 
così vicino che la tua mano sul mio seno è mia, 
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. 

Pablo Neruda

sabato 8 ottobre 2011

Paolo e Francesca.

         
                  Dante - Divina Commedia 
   
                                 Canto V                                      Paolo e Francesca






(...)  Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.





Io venni in loco d'ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.





La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.





Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.





Intesi ch'a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.





E come li stornei ne portan l'ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali





di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.





E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid' io venir, traendo guai,





ombre portate da la detta briga;
per ch'i' dissi: «Maestro, chi son quelle
genti che l'aura nera sì gastiga?».





«La prima di color di cui novelle
tu vuo' saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.



A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.





Ell' è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che 'l Soldan corregge.





L'altra è colei che s'ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussurïosa





Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi 'l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.





Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch'amor di nostra vita dipartille
.





Poscia ch'io ebbi 'l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.





I' cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri».





Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».





Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».





Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate;





cotali uscir de la schiera ov' è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettüoso grido.





«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,





se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.





Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.





Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.








 Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.





Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.





Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.







Quand' io intesi quell' anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?»





Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!»





Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.





Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».





E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.





Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice





Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.





Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.





Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,





la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».





Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com' io morisse.





E caddi come corpo morto cade.






mercoledì 28 settembre 2011

Mio dolce bello



Il dio della bellezza

Vedo molte forme... graziose, elegante,
raffinate, la vita muovente
L’armonia che parla, ride, nuota nelle strade...
aspiro tutte queste emozioni
che liberano la mia fantasia
Colori d’estate, vivaci, senza inizio,
sogni che l’anima dipinge,
i fiori che mi dai...
Puri come fontane sono i suoni
che’l vento me porta,
sulla musica della voce tua
le mie orecchie ballano
Un sentimento di mille nomi,
ogni volta che guardo la città,
l’abbraccio dei sensi...
dolce, misterioso, stimolante...
com’un amore appassionato
ed il mio cuore canta ...
Bellezza, la gioia indescrittibile,
la poesia senza parole...
tu, irrestibile bellissima bellezza!



Sybille (Sydney) Krivenko 2007


lunedì 26 settembre 2011

Gabriel Byrne interview


Wonderful Gabriel!There are four parts of this confession!
Questo video è composto di quattro parti,dove l'attore rivela cose incredibili!


lunedì 27 settembre 2010

Dostoevskij




DOSTOEVSKIJ

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
Ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna.
Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine
Ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più
Come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile
Come la pioggia anche l'amore è destinato poi a finire.
Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce
Basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce
E il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugio
Ci siamo persi in un bicchiere e ritrovati in un naufragio.
Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
Ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna.

(testo di M. Bubola, musica di M. Bubola e P. Fabrizi)

venerdì 17 settembre 2010

Sono peccato






Sono peccato

Vivo nel peccato del mio essere.
Chiudo gli occhi e sto con me
nessuno sa,immagina
quel che mi dico
quel che penso
chi, cosa vedo.....
quando chiudo gli occhi e sto con me.
Quando sto con me
parto
ritorno
mi perdo
e nessuno sa
che andare è tornare....
che la maschera è debolezza
che la maschera è forza.
Molti credono di sapere,
conoscermi,
ed io,glielo lascio credere.
Mi hanno cresciuto in una gabbia
facendomi illudere della libertà
facendomi credere....
affinchè io fossi docile
affinchè io obbedissi...marionetta senza fili.
Ma io sono libera
dentro me,sono libera
non si può imprigionare il pensiero,
le idee,
l'anima,
il cuore.
Credono di possedermi
ed io...glielo lascio credere...
Vivo nel peccato del mio essere.....??

Patrizia Ensoli


venerdì 30 luglio 2010

LA LUNA


Questo post è dedicato alla luna,ed è sicuramente il mio astro preferito(forse perché è fortemente presente nel mio tema natale,oppure perchè amo i misteri ,e cosa c'è di più misterioso della luna?Mi piacciono le cose belle,e che cosa c'è di più bello della luce lunare,il chiarore che è capace di diffondere nel celo, da incutere a volte quasi timore:Insomma s'è capito che l'adoro!In realtà questo post l'ho avevo già pubblicato anni fa in un'altro blog,però mi piace così tanto che ho deciso di riproporlo qui.


La luna.....
...Il celo...



CONTINUA CON LA LUNA.....