Visualizzazione post con etichetta Fanart. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fanart. Mostra tutti i post

lunedì 26 agosto 2013

Sonetto di fedeltà-Vinicius de Moraes

Kristen Stewart e Robert Pattinson



SONETTO DI FEDELTÀ

Prima di tutto, al mio amore sarò attento
e con tanto zelo, e sempre, e tanto
che pur di fronte al maggiore incanto
di esso sia più ebbro il mio pensiero.
Voglio viverlo in ogni vano momento
e in sua lode spargerò il mio canto
e riderò il mio riso e verserò il mio pianto
al suo dolore o alla sua allegria.
E così, quando più tardi mi cercherà
forse la morte, angoscia di chi vive
forse la solitudine, fine di chi ama
io possa dire dell'amore (che ho avuto):
che non è immortale, dato che è fiamma
ma che è infinito fino a quando dura.


Soneto de Fidelidade

De tudo ao meu amor serei atento
Antes, e com tal zelo, e sempre, e tanto
Que mesmo em face do maior encanto
Dele se encante mais meu pensamento.

Quero vivê-lo em cada vão momento
E em seu louvor hei de espalhar meu canto
E rir meu riso e derramar meu pranto
Ao seu pesar ou seu contentamento

E assim, quando mais tarde me procure
Quem sabe a morte, angústia de quem vive
Quem sabe a solidão, fim de quem ama

Eu possa me dizer do amor (que tive):
Que não seja imortal, posto que é chama
Mas que seja infinito enquanto dure.

Vinicius de Moraes

lunedì 23 luglio 2012

Pablo Neruda-Non t'amo come se fossi rosa di sale

Rodolfo Valentino-(his wife)Natacha Rambova
Rodolfo Valentino- Natacha Rambova
Non t'amo come se fossi rosa di sale


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio 
o freccia di garofani che propagano il fuoco: 
t'amo come si amano certe cose oscure, 
segretamente entro l'ombra e l'anima. 

Ti amo come la pianta che non fiorisce e reca 
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori; 
grazie al tuo amore, vive oscuro nel mio corpo 
il concentrato aroma che ascese dalla terra. 

T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove, 
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio: 
così ti amo perchè non so amare altrimenti 

che così in questo modo in cui non sono e non sei, 
così vicino che la tua mano sul mio seno è mia, 
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. 

Pablo Neruda

sabato 8 ottobre 2011

Paolo e Francesca.

         
                  Dante - Divina Commedia 
   
                                 Canto V                                      Paolo e Francesca






(...)  Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.





Io venni in loco d'ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.





La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.





Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.





Intesi ch'a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.





E come li stornei ne portan l'ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali





di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.





E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid' io venir, traendo guai,





ombre portate da la detta briga;
per ch'i' dissi: «Maestro, chi son quelle
genti che l'aura nera sì gastiga?».





«La prima di color di cui novelle
tu vuo' saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.



A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.





Ell' è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che 'l Soldan corregge.





L'altra è colei che s'ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussurïosa





Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi 'l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.





Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch'amor di nostra vita dipartille
.





Poscia ch'io ebbi 'l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.





I' cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri».





Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».





Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».





Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate;





cotali uscir de la schiera ov' è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettüoso grido.





«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,





se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.





Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.





Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.








 Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.





Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.





Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.







Quand' io intesi quell' anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?»





Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!»





Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.





Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».





E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.





Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice





Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.





Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.





Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,





la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».





Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com' io morisse.





E caddi come corpo morto cade.






lunedì 26 settembre 2011

Gabriel Byrne interview


Wonderful Gabriel!There are four parts of this confession!
Questo video è composto di quattro parti,dove l'attore rivela cose incredibili!


sabato 9 ottobre 2010

Federica Faiella e Massimo Scali


Continuo la carrellata dei miei pattinatori artistici su 
ghiaccio preferiti:

Argento agli europei 2010,bronzo ai mondiali 2010
Federica Faiella e Massimo Scali.
Se volete assistere al teatro su ghiaccio guardate loro!
Europei di quest'anno:


Mondiali 2008


Qua agli europei 2009,
romanticismo a go go sulle note della
"Sonata al chiaro di luna" di Beethoven
http://www.youtube.com/watch?v=VdBHGYptxa4